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Pinot Gallizio

IL nostro Liceo è intitolato a

Pinot (Giuseppe) GALLIZIO 1902 - 1964 
Farmacista – Pittore

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Giuseppe - Pinot Gallizio nasce ad Alba il 12 febbraio 1902; i genitori Innocente e Teresa Chiarlone scelgono per la sua istruzione il Collegio San Giuseppe di Torino, che frequenta dall'età di 10 anni e presso il quale consegue un diploma tecnico, iscrivendosi successivamente alla Facoltà di Chimica e Farmacia di Torino, ove si laurea nel novembre del 1924.
Svolto il servizio militare a Roma, inizia a lavorare nella farmacia Bosio di via Garibaldi a Torino, ove conosce Augusta Rivabella, che sposa nel 1933, trasferendosi ad Alba ed aprendo la farmacia Gallizio in via Cavour; nel 1935 gli nasce il figlio Giorgio.



Negli anni '30, svolgendo la sua attività di farmacista, si appassiona e coltiva le tradizioni storiche, produttive e culturali legate al territorio albese, dedicandosi in particolare all'archeologia, all'invenzione del Palio degli Asini e seguendo le iniziative del Circolo Sociale dell'Unione Sportiva Albese.
Nel luglio del 1940 è richiamato alle armi nel ruolo di ufficiale farmacista e presta per breve tempo servizio presso l'Ospedale militare di Savigliano.

Dopo l'8 settembre passa in clandestinità e nel febbraio del 1944 entra a far parte delle formazioni partigiane della Divisione Alpi, partecipando alla Lotta di Liberazione, con il nome di battaglia Gin, diventando membro del CLN Langhe, designato dalla Democrazia Cristiana; dell'esperienza partigiana ci rimangono i testi di due canzoni Fiore di Langa e All'erta partigian, musicate dal professor Raimondo.


Chiamato a far parte della Consulta comunale il 12 maggio 1945, viene eletto Consigliere comunale come indipendente nella lista della DC, diventando Assessore Effettivo dall'aprile del 1946 all'agosto del 1947, quando si dimette e passa all'opposizione aderendo al Partito Comunista; rieletto Consigliere nel 1951 per la lista PCI-PSI, viene riconfermato nel 1956 e resterà in carica sino al 1960 per la fine del mandato.

In più occasioni, in qualità di consigliere comunale, interviene in favore del diritto degli zingari a circolare e soggiornare liberamente nel territorio albese. Numerose fotografie lo ritraggono nel loro accampamento ai margini della città, impegnato in arringhe in difesa dei loro diritti, testimone attento e personalmente coinvolto della dignità della vita nomade, come attesta lo scatto in cui indossa con fierezza i tradizionali orecchini a pendente.



     

Pur continuando la sua attività di farmacista, assume anche l'incarico di Aromateria presso la Scuola Enologica di Alba.
Nel 1952, dall'incontro con Piero Simondo, giovane pittore e ceramista allora studente alla Facoltà di Filosofia dell'Università di Torino, nasce in Gallizio l'interesse per la pittura e la problematica di una sintesi delle arti. L'anno successivo Pinot Gallizio, sempre con Piero Simondo, inizia le esperienze di vasi in terracotta, fondendo vasi in resina nera su modelli arcaici, ed inizia le prime esperienze pittoriche. Trascorre l'estate del 1954 ad Albissola Marina e prende contatti con Asger Jorn che per il Movimento internazionale per una Bauhaus immaginista organizza gli incontri internazionali della ceramica a cui prendono parte Fontana, D'Angelo, Scanavino, Appel, Corneille, Matta ed altri.
Nel 1955 produce i primi monotipi, ossia carte dipinte su masonite ed effettua il primo esperimento di quadri con ruggini ed esperienze su tela con resine, sabbia, carbone e vinavil ed effettua esperienze su tela di sacco con colori ad olio e terre. Ritorna l'estate ad Albissola per la seconda manifestazione della Bauhaus immaginista ed effettua con Simondo le prime mostre.


Tornato ad Alba il 29 settembre fonda, con Asger Jorn e Piero Simondo, il Primo laboratorio di esperienze immaginiste del movimento internazionale per una Bauhaus immaginista.

 

 


 


    
Fiori notturni, 1955                              Il mazzo di Peggy, 1956  

 


 

Nel 1956 continuano ad Alba le sperimentazioni, singole ed in equipe, di Pinot Gallizio, Jorn, Simondo ed Enrico Baj, con le più svariate tecniche pittoriche; nel maggio dello stesso anno esce ad Alba la rivista del movimento Eristica, diretta da Elena Verrone, con la collaborazione di Piero Simondo, Jorn, Baj, Christian Dotremont, P.V.Glob, W. Korun e Tullio di Albissola.
        



Dal 2 all'8 settembre ha luogo ad Alba nel salone municipale, il 1° Congresso Mondiale degli Artisti Liberi sul tema Le arti libere e le attività industriali, che ha in Pinot Gallizio l'organizzatore e l'animatore e rappresenta la terza manifestazione ufficiale del Movimento; fra i numerosi artisti intervenuti, già il primo giorno sorgono contrasti ed Enrico Baj ed il Movimento Arte nucleare si ritirano ed in qualità di osservatori sono invitati Franco Garelli e Agnoldomenico Pica.
Fu una settimana entusiasmante di riunioni, discussioni e mostre, tra cui la più importante fu aperta al teatro cinema Corino con opere di Jorn, Gallizio, Simondo, Constante, Rada, Kotik, Wolman e Garelli.
Nel dicembre dello stesso anno la Manifestazione si sposta a Torino all'Unione culturale, con la partecipazione di Guy Debord.
            

Inizia così l'avventura pittorica di Pinot Gallizio, che lo porterà a tenere mostre in tutta Europa, a partecipare a convegni e dibattiti con i principali artisti dell'arte conteporanea ed il 31 maggio 1958 tiene a Torino alla Galleria Notizie la Prima Mostra di Pittura Industriale, in cui espone 12 metri di pittura ad olio su tela, 14 metri di resine termostabili su tela e 70 metri di pittura su tela leggera; le tele sono presentate avvolte su rulli, srotolate in parte ed appese alle pareti o avvolgono indossatrici, la vendita viene effettuata a metri di pittura.
            

Negli anni successivi l'attività pittorica di Gallizio diventa frenetica, le mostre si susseguono in Italia ed in tutta Europa e la sua produzione suscita vivaci discussioni, ma anche apprezzamenti e consensi da Gallerie d'Arte e collezionisti.
Muore improvvisamente ad Alba a 62 anni il 13 febbraio 1964.


Le fotografie scattate tra le ombre dello studio vuoto fissano l'immagine delle ultime opere, gli assemblaggi monocromi dei Neri e l'Anticamera della morte, un grande mobile, dipinto anch'esso di nero, che raccoglie e cataloga oggetti, reperti e ricordi di un'intera esistenza.



Nello stesso anno la XXXII Biennale Internazionale d'Arte di Venezia, gli dedica una sala personale, già concordata prima della morte, con un catalogo presentato da Maurizio Calvesi e sono esposte le seguenti opere: Jus primae noctis (1956), La maschera ed il volto (1956), La cicogna (1957), Il teatrino dello zingaro (1957), Flamenco (1957), Alti pascoli (1957), La lanterna spenta (1961), Una cosa da nulla: il crollo dei miti (1963), dalla serie Le fabbriche del vento (1963), Coperta funebre (1963), dalla serie Oggetti e spazio per un mondo peggiore (1963), Tarocco moderno (1963).
 
La lanterna spenta, 1961                     La sbornia a Verduno, 1960

Fra le mostre organizzate ad Alba per ricordare Pinot Gallizio, ricordiamo quella del 1974 nel palazzo della Maddalena, la mostra Pinot Gallizio 1955-1964 Alba del Piemonte, curata da Mirella Bandini, ottobre 1984, nel cortile del Palazzo della Maddalena; Pinot Gallizio, immoralità del perimetro, a cura di Marisa Vescovo, Palazzo Mostre e Congressi, 1994; Pinot Gallizio l'uomo, l'artista e la città 1902-1964, Fondazione Ferrero, Alba, 2000. 
       
                                            L'ansa dei pesci dolci, 1963

 (basato su materiale tratto dal sito della Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero: www.fondazioneferrero.it/)

 

Pinot Gallizio: Il 13 febbraio 1964 moriva, a 62 anni, una delle personalità albesi più affascinanti del Novecento, che fece della sua casa un centro di movimenti d’avanguardia europei.

PINOT GALLIZIO ad ALBA: mostre, allestimenti e appuntamenti unici dedicati all’artista della pittura industriale dal 31 marzo al 10 giugno 2012

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Approfondimento: I sinti di Gallizio

Sito ufficiale dell'Archivio Gallizio

Info sul documentario "Derive Gallizio" (2000, di Monica Repetto e Pietro Balla)

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