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Spettacolo teatrale dell'I.I.S. Govone DOMENICA 22 MAGGIO ore 21 al Teatro Sociale di Alba

Si alza il sipario sulla XIV edizione de "Il teatro dei Ragazzi" dal 22 al 31 maggio 2011 al teatro Sociale di Alba - "L’Unità d’Italia vista con gli occhi dei ragazzi vuol dire tolleranza, incontro e accoglienza, gioia e solidarietà tra le persone". 

Leggi il comunicato: 11 maggio 2011: Comunicato stampa del Teatro Sociale - Città di Alba: modalità e motivazioni della rassegna di teatro studentesco.

Il laboratorio teatrale dell’Istituto Superiore “G. Govone” di Alba - Liceo Classico e Liceo Artistico presenterà lo spettacolo tratto dal testo di Reginald Rose La parola ai giurati in cui vengono toccati proprio i i temi dell’accoglienza e della tolleranza.

La trama dello spettacolo
Domenica 22 maggio 2011, ore 21 - Lunedì 23 maggio 2011, ore 10
laboratorio teatrale dell’Istituto Superiore “G. Govone” di Alba
Liceo Classico e Liceo Artistico

La parola ai giurati di Reginald Rose


Dodici uomini comuni sono chiamati a giudicare un giovane collerico accusato di parricidio. La notevole introspezione psicologica che accompagna la rappresentazione fa sì che gli attori condividano, almeno per poche ore, i pensieri del personaggio di cui si fanno interpreti. La personalità di ogni giudice ruota attorno ad una sola caratteristica chiave: questa può essere l'intolleranza razziale, l'odio per le nuove generazioni, il disprezzo per le classi sociali più basse oppure l'altruismo più elevato. Non stupisce affatto, in una tale situazione, l'insorgere di litigi ed incomprensioni: contrasti che, messi in scena, non sembrano affatto simulati, ma completamente spontanei. In un'interpretazione davvero lodevole, il laboratorio teatrale del Liceo “G. Govone” porta sotto i riflettori impietosi del palcoscenico un dramma duro, amaro e nella sua tragicità, universale: l'essere umano portato a considerare la vita di un suo consimile un bene sacrificabile, solo perché costretto a discutere per ore con persone sgradevoli o perché costretto a rinnegare le proprie convinzioni.