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PREMIAZIONE CONCORSO NUTO REVELLI

PREMIAZIONE CONCORSO NUTO REVELLI Venerdi 5 febbraio 2010 alle ore 10,30 si è svolta a Cuneo al Cinema Monviso la premiazione del concorso istituito in occasione del 90° anno dalla nascita di Nuto Revelli, per ricordare la sua figura e la sua opera.
Al concorso, rivolto dalla Fondazione Nuto Revelli alle classi delle scuole elementari e delle medie inferiori e superiori, ha partecipato anche il Liceo Artistico Gallizio.

  
Due delle nostre allieve sono state selezionate nelle prime sei; terza classificata: Marengo Elisa della classe V A ad indirizzo figurativo con una scultura in terracotta (vedi foto1-Leggi le motivazioni della Giuria) e, quarta classificata, Porro Elena con un elaborato grafico (vedi foto2)

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Il figlio di Nuto, Marco Revelli, docente di Scienze politiche dell’Università del Piemonte orientale “Amedeo Avogadro”, scrittore, economista e sociologo, durante la cerimonia ha sottolineato il fatto che ricordare una persona come Nuto è portare avanti un compito importante. Parlando del padre lo ha descritto come un uomo molto riservato e schivo che però andava volentieri a dialogare con i ragazzi nelle scuole elementari e medie della provincia per parlare dei suoi due “chiodi fissi”: la guerra e il fascismo; in questo modo la memoria attraverso la sua esperienza sia verbale sia letteraria ha dato un contributo alle coscienze di noi tutti, affinché tutto ciò che di malvagio, cruento ed ingiusto è capitato non si possa ripetere.
Molto toccanti sono state le letture fatte dagli allievi della V G Magistrale di Cuneo accompagnate dal suono di un’ arpa.
Abbiamo, tutti noi, un grosso debito nei confronti di chi ha contribuito, in modo assolutamente rilevante, alla conoscenza del nostro recente passato prossimo. Nuto Revelli lo ha fatto sia partendo dalla sua presa di coscienza e rottura autocritica di giovane cresciuto ed educato durante il fascismo ma che, troppo tardi, si rende conto della falsità e della vacuità della retorica del regime, sia attraverso la voce di chi mai avrebbe potuto testimoniare la propria esperienza. Lo ha fatto, quindi, sia parlando di sé ( Mai Tardi, La guerra dei poveri), sia dando voce agli alpini protagonisti della drammatica campagna di Russia ( La strada del Davai, L’ultimo fronte).
E ancora ci ha permesso di conoscere la tragedia dell’abbandono e dello spopolamento delle nostre montagne, facendo parlare i protagonisti di quella grande trasformazione epocale restituendocene, con le loro voci, la dimensione più vicina a noi, quella del dramma umano. ( Il mondo dei vinti, L’anello forte)
Ha, infine, concluso il suo percorso con due opere dedicate ognuna a un singolo personaggio. La prima è dedicata a uno sconosciuto militare tedesco, in cui ricerca storica e riflessione critica sulla propria coscienza e sulla propria memoria si uniscono e si intrecciano dando origine ad un libro complesso e affascinante(Il disperso di Marburg). La seconda è, invece, una lunga intervista con un personaggio scomodo della chiesa cuneese, don Raimondo Viale a cui Revelli, identificandosi nella sua esperienza e condividendone la sofferenza, lascia la parola per denunciare l’ingiustizia e il sopruso. ( Il prete giusto)
Una serie di fondamentali osservazioni sulla guerra fascista e quella partigiana sono, inoltre, contenute nel libro “ Le due guerre” che raccoglie i testi preparatori e le lezioni tenute presso l’Università di Torino durante l’anno 1985/86.

        

1.PREMIAZIONE di Elisa ed Elena  2.DAVANTI AL MONUMENTO ALLA RESISTENZA a Cuneo

MONUMENTO ALLA RESISTENZA di Umberto Mastroianni

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 Esempi di alcune foto  scattate dalla professoressa Pepino nel giorno della premiazione: 2 -3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11    

Le altre foto della giornata sono disponibili nella sezione Immagini (alla voce Manifestazioni culturali e Concorsi) del Menù sulla prima pagina del sito.